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Chi siamo

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La Galleria VerniceArte, non è solo una galleria d’arte contemporanea in Bari, ma vi propone anche una piattaforma innovativa dove scegliere ed acquistare opere di artisti italiani comodamente seduti dinanzi al vostro pc.

Gli artisti che vi proponiamo stanno riscuotendo grande interesse presso collezionisti privati ed addetti del settore.

Oltre alle opere uniche nelle varie tecniche pittoriche, potrete trovare multipli d’arte, come serigrafie ed incisioni, numerate e firmate direttamente dall’artista.

Nostra cura sarà seguirvi dal momento dell’ordine sino alla consegna dell’0pera presso il vostro indirizzo.

Parlano di noi

E’ un talent-scout, nel campo dell’arte, che non si da un attimo di tregua. In altri termini, il moto perpetuo in persona, sempre alle prese con un’assillante ricerca: scoprire nuovi e promettenti talenti da affiancare a “grandi firme” della pittura, della scultura e della video-art, compresa la “scrittura di luce”, la fotografia. Ma ad -onor del vero- ignoravamo del tutto che Guido Migheli fosse anche un imprenditore coraggioso e controcorrente. Il quale, in un periodo di perdurante crisi economica, quale è quello che stiamo attraversando – una crisi che, secondo taluni catastrofisti supererebbe di gran lunga la depressione di Wall Street del 1929 – lui, il nostro Guido, in barba a tutte le previsioni più nere che oscurano qualsiasi spiraglio di ripresa, decide di subentrare in un’antica e gloriosa galleria, “La Vernice”, costretta a chiudere i battenti proprio per l’avversa e pertinace congiuntura.

E così, nella stessa location, in Piazza Massari 6, “l’incosciente ottimista ad oltranza” ha inaugurato la sua galleria dandole, forse anche per scaramanzia, un nome uguale ma con una piccola variante. Insomma l’ha chiamata “VerniceArte”. Dimostrando in tal modo che non è un ingrato. Lui, è vero, guarda sempre, con illimitata fiducia, al presente ed al futuro. Nel contempo, però non disdegna il passato. E confessa apertamente che nei suoi obiettivi alberga anche il proposito di non far rimpiangere i fasti dei tempi andati. Quei tempi, insomma, nei quali la “Vernice” era un valido e prestigioso punto di riferimento nel panorama culturale non solo pugliese, ospitando grandi firme nazionali ed internazionali, come De Chirico, Morandi, Guttuso, Emilio Greco e Manzù. Oltre, ovviamente, agli artisti nostrani già affermati, quali de Robertis, Stifano, Francesco e Raffaele Spizzico. E, dulcis in fundo, non venivano trascurati i giovani virgulti che, sin dagli esordi, manifestavano in nuce apprezzabili doti professionali.

In tale alveo, oggi si muovono il… “moto perpetuo”, inaugurando la sua galleria con una mostra dal titolo”Arte accessibile” nella quale sono in passerella artisti già collaudati, quasi tutti esponenti della nuova figurazione, quali, ad esempio Angelo Accardi (calibrati lembi di una realtà in bilico tra magiche sospensioni) e Francesco Mignacca (raffinato naif dei nostri giorni che punta le sue “chances” sul segno e sul colore).

Ma il nostro, tenendo ben presente la saggezza di un antico adagio- “il buongiorno si vede dal mattino” – ha messo in campo uno scalpitante destriero che dimostra di saper correre più di certi ronzini osannati da una critica compiacente. Il suo nome? Daniele Cestari. E appena diamo una scorsa alle sue opere, non possiamo non condividere il positivo giudizio del gallerista. Il virgulto, a nostro avviso, ha tutte le carte in regola per approdare, salvo errori ed omissioni, al felice traguardo del successo. A convincerci sono certe suggestive architetture urbane nelle quali si colgono ammiccanti tracce del passaggio di Adamo sulla terra; una “fotografia” della città che non è mai una mera rappresentazione descrittiva ma subliminale rimando all’uomo che si intravede nei ritratti “cancellati” dallo stesso Cestari. Non è finita. Nel congedarci dal padrone di casa siamo attratti dai suadenti richiami di un artista, Paolo Fresu.

Ci colpisce soprattutto per quella vena ironica e sorniona che trapela dalle sue “performance” nelle quali raffigura personaggi altisonanti ma privi di quelle prerogative che incantavano le masse. Sfilano così, in collages ed assemblaggi polimaterici, sovrani con corona e scettro, che non possono però vantare un regno; prelati senza fede donnine senza pudore. Una sconfitta? Solo in apparenza. Perché, grazie a questo provvidenziale e graffiante escamotage, l’autore che ce li fa amare di più.

Vinicio Coppola

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