SPIGA mosaico pittorico 18×24

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FRANCESCO MIGNACCA

Per Francesco Mignacca l’arte non è un gioco o un passatempo modaiolo per allontanare la noia o riempire i giorni; per lui l’arte è necessità primaria e linguaggio fondamentale di vita (Posso testimoniare di averlo visto in difficoltà nei periodi in cui, per altre motivazioni, non poteva dedicarsi con intensità alle sue creazioni pittoriche…).

Le sue maxitele (dipinte ad olio ed altre tecniche miste) sono delle spettacolari e solari mega-tavolozze mediterranee, ricche di rilievi materici puntinati ed altri notevoli e sensibili effetti artistici, che mostrano storie (immaginali e reali) di favole, leggende e paesaggi, stili ed architetture d’Oriente e Occidente (tipici della Puglia dove lui vive dall’infanzia).

Nei quadri di Mignacca, assistiamo a meravigliosi giochi prospettici di immagini luminose e cangianti che meravigliano e mutano, evocando piacevoli sonorità e sensazioni.

Mignacca dipinge la luce; e, attraverso il colore, il segno e il racconto, la riflette e trasmette nella realtà metaforica e speculare dell’arte, essenza sempre viva e attiva.

Registriamo in più, in un momento storico in cui la concettualizzazione dell’arte ha tristemente allontanato la gente dagli artisti e dalle loro opere, che la pittura di Mignacca piace alle persone della strada (è sognante e recupera, nel contempo, la fisicità delle cose…); ciò è un dato di fatto formidabile, le famiglie, gli anziani e i bambini spesso si fermano ad osservare i suoi quadri, a toccarli meravigliati, a commentarli e richiederli; è questo oggi, consentitemi, poco non è.

 

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